Quante volte ci siamo sentiti dire o abbiamo pronunciato a nostra volta a qualcuno di molto spaventato o preoccupato, “Non avere paura dai, non c’è nulla di cui preoccuparsi”? Ricordate se ha funzionato? Probabilmente non molto.

Ma partiamo dall’inizio. Cos’è la paura? 

La paura è una delle emozioni primarie, presente già dalla nascita, ed è in realtà molto utile perché ci segnala la presenza di un pericolo, portando la persona in uno stato di tensione psicologico e fisico, preparandola a reagire con l’attacco o la fuga. Alcune sono innate, hanno origini antichissime e le abbiamo ereditate dai nostri antenati: ad esempio la paura del buio sembrerebbe derivare dal fatto che gli uomini primitivi venissero attaccati dai predatori soprattutto di notte e che l’oscurità rendesse a loro molto più difficile difendersi. Altre invece sono apprese, per esperienza diretta o tramite racconti da parte di altre persone, ad esempio posso sviluppare il timore dei cani perché da piccola uno di loro mi ha morsa.

Le paure hanno anche significati simbolici, come quella del buio, nei bambini spesso connessa al timore di dormire da soli, che potrebbe essere l’espressione di un disagio mai comunicato verbalmente (cosa che nei più piccoli è molto difficile da fare!). A tal proposito, vi invito a leggere l’articolo in cui parlo di questa paura molto frequente nei bambini!

Quindi, essa ha una sua importante funzione nei casi in cui sia proporzionale al pericolo e non diventi paralizzante o al contrario eccessivamente attivante, in quanto impedirebbe al soggetto di mettere in atto risposte adeguate. In tal caso, potrebbe essere utile iniziare un percorso psicologico, che aiuterebbe a chiarire quali sono i veri motivi che si celano dietro quella paura per individuare cosa preoccupa davvero e poterlo affrontare.

È importante ricordare anche che non esistono differenze tra le paure degli adulti e dei bambini. Spesso noi adulti, involontariamente, giudichiamo le paure dei più piccoli, considerandole come semplice frutto della loro fantasia. A chi non è capitato di dire “non avere paura, i mostri non esistono”? In questo modo però non sentono riconosciuta la loro paura, che si alimenta! Per loro è davvero reale il timore che possa uscire un mostro da sotto il letto, quanto il nostro di cadere camminando su un ponte pericolante!

In conclusione, la paura va prima sentita e riconosciuta per poter essere compresa e superata. Ascoltiamola, perché potrebbe avere delle cose veramente interessanti da dirci!