Le paure, come spiegato nell’articolo precedente, hanno una loro utilità. Ci segnalano la presenza di un pericolo, preparandoci all’attacco o alla fuga, oppure hanno una valenza simbolica e diventano espressione di un disagio che non trova altri modi di esprimersi. Un bambino che non riesce a dormire da solo è semplicemente non abituato a farlo oppure c’è qualcosa che lo preoccupa molto e che emerge soprattutto di notte? 

Cosa possono fare i genitori?

È importantissimo abituarlo fin da piccolo ad addormentarsi e a dormire nel suo letto, sia per preservare i due adulti che, anche se sono appena diventati genitori, è giusto non smettano di essere una coppia, sia per insegnare al bambino che è quello il posto dove lui deve dormire, consentendogli così di sviluppare autonomia. Capita a volte che sia più un bisogno dell’adulto che del bambino e che quindi sia il genitore ad avere difficoltà a separarsi dal figlio, che percepisce questo desiderio finendo per assecondarlo. 

Per aiutare il bambino in questa fase potrebbe essere utile utilizzare un giocattolo a lui molto caro, come il peluche preferito, che starà con lui durante tutta la notte, lo conforterà e sostituirà simbolicamente il genitore, facendolo sentire al sicuro.

Fondamentali per i bambini sono le routine; è molto importante che abbiano ben chiara la scansione della giornata, di cosa devono fare e in quale orario, questo li tranquillizza e permette loro di prepararsi mentalmente a ciò che dovranno fare. Nello specifico per il bambino è importante sapere ad esempio che dopo cena bisogna lavare i denti, poi mettere il pigiama e che queste sono le azioni che precedono la nanna. Molto utile è introdurre un rituale che preceda il sonno, cioè un’azione da svolgere sempre prima di far dormire il bambino, che è importante sia affettiva, nel senso che si prenda cura delle emozioni e dei sentimenti del piccolo: la lettura di una storia accompagnata da un bacio o una frase, del tipo: “Buonanotte, ti voglio bene, domani mattina ti sveglierò con un bacio”.

Cosa fare di fronte ad un bambino che fatica a dormire da solo?

Prima di tutto è importante non banalizzare la sua paura ma riconoscerla e darle valore. Ricordiamoci che anche se le paure dei bambini ci sembrano solo frutto della fantasia, per loro sono vere: è realmente possibile che possa uscire un mostro da sotto il letto! Frasi come: “Ma dai non avere paura!” sarebbe meglio evitarle; provate a pensare se nella vostra esperienza personale, davanti a qualcosa di cui avevate timore, una frase del genere vi avrebbe fatti sentire meglio. Probabilmente non molto. Piuttosto cercate di mettervi in ascolto, fatevi raccontare dal bambino cosa prova, riconoscete la sua emozione e aiutatelo a darle un nome. Molto utile sarebbe poter comunicare a vostro figlio che anche voi avevate paura da piccoli (e tuttora a volte l’avete!), raccontategli un episodio in cui magari i vostri genitori sono riusciti a confortarvi, li farà sentire capiti.

Se ne hanno, fatevi raccontare i loro incubi, indagate che emozioni hanno provato e lavorate con il bambino per immaginarne un finale alternativo

È importante anche che i genitori riconoscano l’eventuale fatica di questa fase, essere dispiaciuti per il proprio figlio che non riesce a dormire nel suo letto e contemporaneamente anche un po’ frustrati o arrabbiati con lui, è normale! Non giudichiamo le nostre emozioni, non le possiamo controllare! Possiamo però decidere come comportarci e attivarci per provare ad aiutare i nostri bambini.

La tua famiglia sta attraversando questa fase delicata? Oppure tuo figlio esprime delle paure e hai delle difficoltà nel riuscire a tranquillizzarlo?

Contattami, proviamo a superare insieme la paura!

Foto di Lina Kivaka da Pexels